Genova 20 anni dopo: dall’estintore al Green Pass

A 20 anni dal G8 di Genova, un segmento (forse nemmeno trascurabile) dei “ribelli” di ieri è passato dall’altra parte della barricata, sostenendo multinazionali farmaceutiche, techno-corporation, multimiliardari statunitensi, media mainstream, potentati politico-economici continentali e difendendo misure sanitarie fortemente limitative delle libertà individuali e la narrazione alla loro base.

Una metamorfosi di per sé non sbagliata o negativa (dipende dai punti di vista) ma a ben vedere prevedibile. Molti di quei “ribelli”, presenti fisicamente o idealmente nel capoluogo ligure, erano e sono infatti dei “borghesi”, volendo usare un termine “retrò” ma senza dubbio esplicativo. Persone nate, cresciute e formatesi nella società borghese di un Paese ad economia capitalista del Primo Mondo; non falsi rivoluzionari o rivoluzionari da salotto, come sosteneva, magari in modo troppo “tranchant”, Ernesto Guevara, bensì parti integranti del “sistema”, dello status quo, di questo status quo.

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