I predicatori del Covid

I predicatori e i culti millenaristi e avventisti riescono spesso a mantenere il loro appeal sui fedeli nonostante le previsioni apocalittiche che elaborano e diffondono si rivelino puntualmente sbagliate. Alcuni studiosi hanno provato a spiegare questo fenomeno con la “Sindrome di Festinger” o la “Racional choice” (Rodney Stark e Laurence R. Iannaccone) ma è probabile che in un contesto planetario comunque caratterizzato da difficoltà e tragedie (disastri naturali, povertà, conflitti, scandali, ecc), le previsioni negative, anche se e quando errate, tendano a “diluirsi” con la realtà, mimetizzandosi con essa.

I millenaristi e gli avventisti si basano quindi sul “male” circostante per tenere alta la tensione e accreditare le profezie in scadenza e far dimenticare il fallimento e l’imbarazzo di quelle mancate. La Guerra Fredda, con lo spettro dell’olocausto termonucleare, diede non a caso grande impulso a queste congregazioni e ai loro ministri.

E’, in un certo senso, ciò che avviene con alcuni esperti o pseudo-tali che negli ultimi 13/14 mesi hanno occupato la scena mediatica, vicini più a dei sacerdoti e a dei maldestri indovini che a degli scienziati ma capaci di guadagnare e conservare un notevole credito presso un certo pubblico grazie alla tensione provocata non solo dalla “pandemia” ma anche dal circuito mediatico-politico (si pensi all’enfatizzazione della “terza ondata”, a ben vedere assai modesta considerando il periodo e l’elevatissio numero di tamponi effettuati).

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