Quo vadis, Lopalco?

Commentando i dati (ancora incerti e parziali) di una città del Brasile dove la seconda ondata avrebbe colpito, per effetto di nuove varianti, persone in precedenza già contagiate, Pierluigi Lopalco tuona dai suoi spazi social: “Scordiamoci la possibilità con questo virus di stabilire l’immunità di gregge”.

Chiude poi invitando al rispetto delle norme restrittive, secondo lui l’unico mezzo per contrastare il Covid e le sue mutazioni (non come avrebbe fatto quella città brasiliana. Ah! Il “solito” Bolsonaro).

“Scordiamoci la possibilità con questo virus di stabilire l’immunità di gregge”; cosa significa? Significa che è impossibile raggiungere l’immunità di gregge “naturale” o che nemmeno con i vaccini sarà un traguardo ipotizzabile? Il Lopalco non lo spiega in modo chiaro, tanto è vero che molti dei suoi “fan” si mostrano, comprensibilmente, preoccupatissimi e allarmati.

Nei suoi post, il medico pugliese prestato alla politica in tempo di Covid dà spesso sfoggio di un appariscente “latinorum” ma forse dovrebbe curare di più l’uso della lingua italiana. Il tema è delicato, anzi, è delicatissimo: c’è il rischio di mettere in dubbio l’efficacia dei sieri e di fornire assist ai no-vax (e a quella pessima stampa che infatti ha colto subito la palla al balzo).

Si torna dunque a quell’infodemia che è diventata una vera emergenza nell’emergenza e all’imprescindibilità, per medici, divulgatori, scienziati e istituzioni, della mediazione di figure che padroneggino gli strumenti del comunicare. In gioco non c’è solo la credibilità della scienza ma ci sono il presente e il futuro di tutti noi.

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