Fino a quando, Catilina, diffonderai fake news e ci parlerai di Boris Johnson? Il Covid e gli scenari della (mala)comunicazione.

manipolazione6Uno dei maggiori esperti di comunicazione politica italiani suggerisce agli aspiranti spin doctor di usare i mezzi pubblici, in modo da conoscere e capire il paese “reale” al di là delle distorsioni mediatiche. Un consiglio che può sembrare ingenuo, dato il carattere soggettivo dell’esperienza personale, ma che ha una sua validità.

Analizzando in rete i commenti e le reazioni sotto gli articoli di taglio più “allarmistico” riguardanti il Covid, potremo infatti vedere un cambio radicale negli umori degli utenti, rispetto alle prime fasi dell’ “emergenza”. Se cioè a marzo-aprile tutti o quasi si mostravano appiattiti sul “mainstream” governativo e mediatico, oggi tendono ad emergere lo scontento, il cinismo, la critica, la sfiducia verso le istituzioni e la comunità medico-scientifica.

A questo punto le domande da farsi sono: quanto ancora, se i numeri continueranno ad essere quelli attuali (poche decine di ricoverati su un Paese di circa 61 milioni di residenti), chi, per un motivo o l’altro, ha interesse a tenere alta la soglia dell’ansia e dell paura, potrà proseguire su questa linea? Quanto ancora sarà possibile allungare il brodo, a colpi di notizie false o alterate (ormai è difficile tenerne il conto) o con gli sfoghi di questo o quell’infermiere senza nome? Quanto ancora darà risultati lo spauracchio del singolo positivo o del singolo, piccolo, focolaio? Quanto ancora si mostrerà efficace brandire come feticcio “negativo” un Bolsonaro, un Trump oppure un Boris Johnson? Quanto ancora varranno gli esempi, spesso fuorvianti, di paesi a noi agli antipodi?

Né, d’altro canto, è pensabile porre come condizione per il ritorno alla normalità il traguardo del “rischio zero”, obiettivo irrealizzabile in ogni aspetto della nostra vita, anche per quel che concerne fattori di rischio ben più insidiosi e urgenti.

Ancora, insomma, ci sono in gioco non solo il benessere del popolo, ma pure il futuro e la credibilità della comunità scientifica e della classe politica, pericolosamente esposte ad un effetto boomerang quando l’emergenza sarà conclusa (la “legge del pendolo” della storiografia, di matrice platoniana).

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