Quella (sporca) guerra al vaccino che ci attende

L’arrivo del vaccino (e poi delle prime cure risolutive) ci pone di fronte ad una sfida con la malacomunicazione forse non inedita, ma che sarà senza dubbio lunga, difficile e sfiancante. Questo perché se tutti coloro i quali stano traendo vantaggio e beneficio dall’emergenza (tra i politici, tra i giornalisti, tra i virologi “mediatici”, tra i divulgatori, tra gli opinionisti, tra gli editori, tra gli imprenditoi, ecc) per adesso si sono limitati a controllare le posizioni conquistate, l’offensiva su vasta scala, e quasi sicuramente decisiva, rappresentata dal vaccino, li obbligherà invece a dover concentrare ogni sforzo, ogni energia e ogni risorsa nella difesa, strenua e disperata, del loro fronte, delle loro stesse linee.

Ciò significa che sfrutteranno qualsiasi intoppo, qualsiasi minimo ritardo, ogni piccolo insuccesso del vaccino per metterne in dubbio l’efficacia, così da mantenere in vita il più possibile uno stato di tensione e di crisi per gli altri destabilizzante e traumatico ma per loro eccezionalmente proficuo.

Uno scenario inquietante ma realistico, che paradossalmente vedrà molti vaccinisti e “razionalisti” far la guerra a quegli strumenti della Medicina e della scienza difesi fino a ieri.

Certe incomprensibili e irresponsabili dichiarazioni sulla presunta pericolosità del vaccino, per spegnere gli entusiasmi sulla sua imminenza e l’enfasi data ad alcuni stop (ovvi e scontati) durante la sperimentazione, sembrano già muoversi in questo senso.

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