Ceccardi: quale garanzia?

ceccardi 2Nel 2016 Susanna Ceccardi fu eletta sindaco di Cascina, carica che abbandonò tre anni dopo per il Parlamento europeo. Tre anni, non va dimenticato, contraddistinti da un intenso attivismo extra-comunale. Oggi si candida alla guida della Regione ma chi può garantire ai cittadini toscani che porterebbe avanti l’incarico fino al 2025 tenendo fede, questa volta, al patto con l’elettore? Chi può garantire che non lascerebbe anche Palazzo Panciatichi se chiamata a far pare di un eventuale governo di centro-destra (Ceccardi è una figura di primo piano della Lega)?

Domande legittime, al di là di ogni valutazione squisitamente ideologica e politica sul personaggio e sul suo partito.

Va detto, a onor del vero, che in casi come questo la “colpa” non è, o non soltanto, del singolo (di destra o di sinistra), ma di un sistema prima di tutto culturale che consente e legittima un certo modo di intendere la politica. Un sistema, è bene evidenziarlo, al quale l’elettore non è estraneo, ma di cui spesso è “complice”.

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