La “Giornata mondiale contro lo sfruttamento del lavoro minorile” passata attraverso il silenzio mediatico più assordante, ancora una volta. Nessuna manifestazione di piazza, nessuna coccardina orgogliosamente appuntata sul petto, nessun nastro facebookiano, nessuna parata di sociologi televisivi, per chi non ha voce, per chi non può contare su lobbies, potentati e retroculture.